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ARTISTA
   Giselda Volodi
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Biografia
L’italo-irlandese Giselda Volodi, è attrice dalla formazione composita. Diplomatasi allo Studio Fersen nel ‘91, si è poi orientata in particolare verso l’approfondimento del linguaggio corporeo, studiando tra gli altri con: Gustavo Frigerio, Sergeij Yssaev del GITIS di Mosca, Peter Claugh e Kenneth Rea della Guildhall School of Music and Drama di Londra, Danio Manfredini, Arthur Penn dell’ Actor’s Studio. La professione si è sviluppata in parallelo. Dopo aver esordito, nel ’92, da protagonista, nel classico moderno Ricorda con rabbia di John Osborne, per la regia di Diego Roberto Pesaola, ha proseguito con intensi esperimenti di ricerca. Tra i quali: "Après moi le déluge" di Alessandro Mengali, da L’Idiota di Dostoevskij, del ‘94; "Anche i pesci balleranno" di Paolo De Falco per il "festival di teatro-danza nella Selva di Paliano"del ‘98; "Allucinazioni da psicofarmaci" di Dario D’Ambrosi allestito, per una ripresa RAI, in una vera camera operatoria, sempre nel ‘98. Fino ai più recenti lavori come la video installazione "Il castello Interiore" di Leone Monteduro, un frammento sulla vita di Santa Veronica Giuliani, mistica del ‘600, del 2004, e il racconto "La ruggine e l’oro", per la rassegna "Esplorazioni" curata da Gioia Costa - edizione 2006 - tratto dalla vita e dagli scritti di Santa Caterina da Genova, mistica del ‘400. La sua carriera cinematografica, iniziata nel ’90, l’ha vista interprete in 26 pellicole, tra italiane e straniere. Tra i registi con cui ha lavorato sono: Pasquale Pozzessere, Klaus Maria Brandawer, Hugh Hudson, Giacomo Campiotti, Michael Leamann, Jeef Blyth, Roberto Andò, Marcel Hoerskovitz. E’ nota al pubblico, in particolare, per aver partecipato ad alcuni tra i migliori film italiani degli ultimi anni, come "Pane e Tulipani" di Silvio Soldini, "Le conseguenze dell’amore" di Paolo Sorrentino e "Agata e la tempesta", sempre di Soldini, che le è valso la candidatura, ai David di Donatello nel 2004, come attrice non protagonista. Di prossima uscita il film di Roberto Faenza tratto da "I Viceré" di Federico De Roberto, e quello di Salvatore Mereu, tratto dal romanzo "Sonetaula" di Giuseppe Fiori, girato interamente in lingua sarda. La scrittura, antecedente gli studi da attrice, la accompagna da moltissimi anni. Il 30 gennaio 2006 ha presentato al pubblico, nell’ambito de I lunedì del Teatro Valle, promossi da Artisti Riuniti, la sua prima opera da autrice: "Come lo zucchero durante la rivoluzione". Questo lavoro ha per tema, tra gli altri – oltre al teatro, come portentoso mezzo di conoscenza ed espressione del sé più profondo e vero – il disagio e la dignità. La "diversità" intesa come valore umano irripetibile e sacro, universalmente condivisibile.
 
PARTECIPA ALLA SERATA DEL
.14 giugno
TESTO DI
.Alicia Giménez-Bartlett
MUSICA DI
.Gabriele Mirabassi
.Piero Leveratto
.2002 .2003 .2004 .2005 .2006
Con la collaborazione di Con il contributo tecnico di Organizzazione e produzione